Con l’evento “Il Foro si svela”, l’unico Ateneo italiano interamente dedicato alle scienze del movimento ha mostrato il valore sociale della propria missione, promuovendo la cultura dell’attività fisica come leva di salute e inclusione.
Giunta alla terza edizione, lo scorso 20 marzo 2026 si è svolta “Università Svelate”, l’iniziativa promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) per avvicinare i cittadini al mondo accademico e valorizzare il patrimonio scientifico e culturale che le università producono per la società. Un appuntamento nazionale che, attraverso eventi aperti e partecipativi, invita gli atenei a raccontarsi in modo trasparente, mostrando non solo ciò che avviene nelle aule e nei laboratori, ma anche il contributo concreto che la conoscenza universitaria offre alla qualità della vita delle persone e delle comunità.
Per la prima volta anche l’Università di Roma Foro Italico ha aderito all’iniziativa. con l’evento: “Il Foro si svela”. Una giornata pensata per aprire le porte dell’Ateneo al territorio e condividere con il pubblico la propria identità più profonda: essere l’unica università italiana interamente dedicata alle scienze del movimento, dello sport, della salute e del benessere. Una specificità che rende l’Ateneo un punto di riferimento nazionale e internazionale, capace di integrare in modo originale e rigoroso formazione, ricerca e terza missione in un settore oggi sempre più strategico per il futuro del Paese.
L’iniziativa ha registrato la partecipazione di circa sessanta persone, in larga parte studentesse e studenti degli istituti superiori, interessati a conoscere più da vicino l’offerta formativa dell’Ateneo anche in vista delle future scelte universitarie. La giornata si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti e con un percorso alla scoperta del Complesso Monumentale del Foro Italico, contesto architettonico di grande valore storico e simbolico in cui l’Università è inserita. Guidati dagli studenti-borsisti dell’Ufficio Orientamento e Tutorato, i visitatori hanno potuto conoscere gli spazi della didattica e della ricerca, entrando in contatto diretto con i luoghi in cui si formano le competenze che oggi sostengono il mondo dello sport, della prevenzione, della riabilitazione e della promozione della salute.
La mattinata è poi proseguita in aula con la presentazione istituzionale dell’Ateneo, a cura del Delegato all’Orientamento, Tutorato e Placement, prof. Luca Mallia, e della Delegata alla Valorizzazione delle Conoscenze, prof.ssa Valentina Camomilla. I loro interventi hanno delineato con chiarezza la missione dell’Università, mettendo in luce una vocazione disciplinare unica nel panorama accademico italiano: formare professionisti e ricercatori capaci di leggere il movimento umano in tutte le sue dimensioni, da quella biologica e biomeccanica a quella psicologica, educativa e sociale. In questa prospettiva, lo sport non è soltanto performance, ma anche strumento di inclusione, prevenzione, crescita personale e coesione comunitaria.
Particolare attenzione è stata dedicata all’offerta formativa, che copre l’intero arco della formazione universitaria, dalla laurea triennale al dottorato di ricerca, e si caratterizza per un approccio fortemente interdisciplinare. Le scienze motorie dialogano con la medicina, la psicologia, la pedagogia, la tecnologia e le scienze sociali, offrendo agli studenti un percorso completo e aggiornato, in linea con le nuove sfide della salute pubblica e con i bisogni emergenti della società. In un tempo in cui sedentarietà, fragilità e disuguaglianze incidono in modo crescente sul benessere collettivo, l’Ateneo si propone come laboratorio di conoscenza e innovazione, capace di trasformare la ricerca in pratiche concrete a beneficio delle persone.
A completare il quadro è stato l’intervento del dott. Espedito Laterza, Responsabile del Servizio Orientamento, Tirocinio e Job Placement, che ha approfondito il tema delle prospettive occupazionali. Il settore delle scienze motorie e sportive, oggi in forte evoluzione, richiede infatti competenze sempre più articolate e multidisciplinari, in grado di coniugare preparazione tecnica, capacità relazionali e visione sistemica della salute. In questo contesto, i percorsi formativi dell’Università di Roma Foro Italico si confermano in grado di preparare professionisti qualificati, pronti a operare in ambiti diversi: dalla scuola alle federazioni sportive, dalle strutture sanitarie ai centri di ricerca, dalle istituzioni pubbliche ai progetti di promozione del benessere sul territorio.
Ed è proprio il rapporto con il territorio uno degli elementi più distintivi dell’impegno dell’Ateneo. La diffusione della cultura del movimento come fonte di benessere psicofisico rappresenta infatti una direttrice centrale della sua terza missione: non solo formazione e ricerca, ma anche trasferimento di conoscenze e pratiche alla società, con iniziative rivolte a scuole, famiglie, associazioni, enti locali e comunità. Promuovere l’attività motoria significa, in questa visione, contribuire in modo concreto alla prevenzione, alla qualità della vita, alla salute mentale, all’invecchiamento attivo e all’inclusione sociale. Significa, soprattutto, affermare un’idea di università aperta, che non si limita a produrre sapere, ma lo mette in circolo per generare valore pubblico.
“Il Foro si svela” si è rivelato così non solo un momento di apertura e condivisione, ma anche una testimonianza concreta di ciò che l’Università di Roma Foro Italico rappresenta oggi: un’istituzione unica nel suo genere, capace di coniugare eccellenza scientifica e responsabilità sociale, e di promuovere, attraverso lo sport e il movimento, una cultura della salute che parla alle persone e ai territori. Un messaggio forte, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, che nella scelta del proprio percorso di studi cercano non solo una professione, ma anche un orizzonte di senso, impegno e impatto positivo sulla società.
articolo di Paola Claudia Scioli
immagini a cura dell’Ufficio Audiovisivi e Multimediali
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