Oltre il gioco: all’Università di Roma Foro Italico un dialogo su etica, inclusione e pregiudizi nello sport

Oltre il gioco: all’Università di Roma Foro Italico un dialogo su etica, inclusione e pregiudizi nello sport

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In occasione del passaggio della Fiamma Olimpica a Roma, l’Università di Roma “Foro Italico” ha ospitato, insieme all’Ambasciata del Canada in Italia, l’incontro “Beyond the Game. Combattere i pregiudizi, promuovere l’etica”, un momento di riflessione che ha riunito istituzioni italiane e canadesi, studiosi, atlete e atleti, e rappresentanti del mondo dello sport per affrontare temi oggi centrali nella costruzione di una cultura sportiva più giusta. L’iniziativa, sostenuta da Right To Play e inserita nel Gen26 Education Program, si è svolta giovedì 4 dicembre 2025 nella Sala Rossa del Polo Natatorio del nostro Ateneo.

 

Aprendo i lavori, l’Ambasciatrice del Canada in Italia Elissa Golberg e il Rettore Massimo Sacchetti hanno sottolineato il valore della collaborazione internazionale nel promuovere una visione etica dello sport. Il Rettore, richiamando il significato del passaggio della Torcia Olimpica, ha ricordato come questo evento rappresenti un’occasione di responsabilità condivisa: «Quando la fiamma olimpica passa attraverso un Paese, non porta soltanto fuoco: porta storie, speranze e domande sul tipo di mondo che vogliamo costruire attraverso lo sport». E ha aggiunto come, per un’università interamente dedicata alle scienze dello sport e del movimento, l’impegno verso inclusione, tutela e formazione etica non sia un tema astratto, bensì un dovere concreto: «Se i nostri futuri professionisti non imparano a riconoscere i pregiudizi, a rispettare la differenza, a proteggere bambini e giovani atleti, allora la fiamma dei valori olimpici rischia di diventare solo un simbolo, bello ma vuoto».

L’incontro ha dato spazio anche alla prospettiva delle istituzioni sportive. Silvia Marrara, dell’Unità di Diplomazia Sportiva del Ministero degli Affari Esteri, ha evidenziato il ruolo decisivo dello sport nelle relazioni internazionali e nella costruzione di ponti tra culture, mentre Adelchi D’Ippolito, Presidente dell’Osservatorio Permanente CONI per le Politiche di Salvaguardia, ha illustrato il quadro italiano sulla tutela di atlete e atleti, richiamando l’importanza di garantire ambienti sportivi sicuri, liberi da abusi e discriminazioni.

Particolarmente significativo è stato il contributo dell’olimpionica canadese Cynthia Appiah, che nel suo intervento “Breaking Barriers: Navigating Bias and Inclusion in Elite Sport” ha condiviso un’esperienza personale segnata da ostacoli, pregiudizi e sfide legate all’inclusione nello sport d’élite. Le sue toccanti parole hanno restituito l’urgenza di costruire sistemi sportivi capaci di vedere e valorizzare tutte le persone, indipendentemente dal loro background.

Il confronto accademico ha arricchito ulteriormente il dibattito. Emanuele Isidori, delegato del Rettore all’Internazionalizzazione, e il professore canadese Patrick Findler hanno discusso le tensioni etiche che attraversano lo sport contemporaneo, dove interessi economici crescenti e pressioni competitive rischiano di compromettere integrità, equità e trasparenza.

Angela Magnanini, delegata del Rettore alla Disabilità, DSA e Inclusione, insieme alla professoressa Laurel Walczak della Toronto Metropolitan University, ha poi riflettuto sul ruolo dell’educazione e della tecnologia nel contrasto ai pregiudizi sistemici, evidenziando il potenziale di nuovi approcci formativi e digitali.

Uno dei momenti più innovativi della giornata è stato l’intervento di Laurel Walczak dedicato al Blind Scouting with AI, un modello di scouting che sfrutta l’intelligenza artificiale per ridurre l’impatto dei bias nei processi di selezione degli atleti, focalizzandosi esclusivamente su parametri oggettivi. Un tema di grande rilevanza anche per l’Ateneo romano, da sempre attento al dialogo tra scienza, pratica sportiva e responsabilità sociale.

Verso Milano Cortina 2026: valori condivisi e responsabilità future

Nel suo intervento conclusivo, la rappresentante del Programma Educativo della Fondazione Milano Cortina 2026, Arianna Ester Pucci, Education Operations Manager, ha collegato i temi emersi alle sfide e alle eredità dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, ricordando come etica, inclusione e salvaguardia non siano obiettivi astratti, ma impegni che richiedono continuità e collaborazione.

L’intero incontro ha confermato la volontà dell’Università di Roma “Foro Italico” di porsi come attore attivo nella costruzione di un sistema sportivo più equo, competente e responsabile. Come ha ricordato il Rettore Sacchetti

nelle sue parole finali: «Possiamo trattare i Giochi come un grande spettacolo, oppure possiamo usarli come un momento pedagogico, un’occasione per ripensare come alleniamo, come governiamo, come includiamo chi è ai margini. Se riusciremo in questo, allora l’eredità di Milano Cortina non saranno solo infrastrutture, ma una nuova generazione di atleti, leader e cittadini capaci di vedere nello sport uno spazio di equità, rispetto e solidarietà».

Un messaggio che racchiude lo spirito dell’iniziativa e il ruolo che l’Università di Roma “Foro Italico” intende continuare a svolgere nel panorama nazionale e internazionale: andare oltre il gioco, per costruire attraverso lo sport una società più giusta e inclusiva.

articolo di Paola Claudia Scioli
immagini a cura dell’Ufficio Audiovisivi e Multimediali

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Pubblicato il:

5 Dicembre 2025

Aggiornato il:

10 Dicembre 2025