Con un impianto metodologico sviluppato dal Laboratorio di Fisiologia dell’Esercizio, l’Ateneo avvia una sperimentazione randomizzata e controllata che integra fangobalneoterapia ed esercizio fisico, utilizzando elettromiografia ad alta densità per studiare i meccanismi neuromuscolari della patologia. I risultati saranno oggetto di pubblicazione scientifica al termine dello studio.
Ha preso ufficialmente il via KRENEX, il nuovo progetto di ricerca dedicato all’osteoartrosi di ginocchio che nasce dalla collaborazione scientifica tra l’Università di Roma Foro Italico e le Terme di Saturnia, un’iniziativa che unisce ricerca sperimentale avanzata e contesto clinico reale, con l’obiettivo di comprendere in profondità i meccanismi neuromuscolari alla base della patologia e di sviluppare modelli integrati di intervento fondati su solide evidenze scientifiche.
Al centro dello studio vi è l’analisi degli effetti acuti e sequenziali dell’integrazione tra trattamento termale, in particolare la fangobalneoterapia, ed esercizio fisico strutturato sulla funzione neuromuscolare in soggetti con osteoartrosi del ginocchio, una condizione che rappresenta una delle principali cause di dolore e disabilità nella popolazione adulta e anziana.
L’ipotesi che guida il progetto è che la combinazione sequenziale tra riscaldamento passivo termale ed esercizio possa determinare una sinergia neuromuscolare superiore rispetto ai singoli interventi, agendo sul controllo neurale, sul reclutamento delle unità motorie e sulla capacità di generare forza in modo rapido ed efficace.
Per verificare questa ipotesi il team del Laboratorio di Fisiologia dell’Esercizio dell’Università di Roma Foro Italico ha messo a punto un disegno sperimentale randomizzato controllato con approccio longitudinale a misurazioni ripetute, nel quale ogni partecipante viene sottoposto, in ordine randomizzato, a tre differenti condizioni: trattamento termale isolato, trattamento termale seguito da esercizio e sequenza inversa con esercizio seguito da trattamento termale.
Le misurazioni comprendono la valutazione della forza isometrica e dinamica, l’analisi del tasso di sviluppo della forza (Rate of Force Development), lo studio del reclutamento delle unità motorie tramite elettromiografia di superficie ad alta densità (HDsEMG) applicata al muscolo vasto laterale, parametri neurofisiologici come ampiezza del segnale e velocità di conduzione muscolare, oltre a questionari validati per la misurazione del dolore percepito e dell’autonomia funzionale; un protocollo approvato dal Comitato di Ateneo per la Ricerca che testimonia il rigore metodologico dell’intero impianto scientifico.
L’elemento di maggiore innovazione risiede proprio nell’utilizzo dell’elettromiografia ad alta densità in ambiente termale e nell’analisi fine del controllo neurale in relazione alla sequenzialità degli interventi, un approccio che, allo stato attuale della letteratura internazionale, non trova precedenti con questo livello di profondità neurofisiologica nell’ambito degli effetti combinati di fangobalneoterapia ed esercizio nella knee osteoarthritis.
Lo studio è attualmente in corso: sono stati reclutati 17 partecipanti, di cui 8 con osteoartrosi di ginocchio e 9 controlli sani, 9 soggetti hanno completato almeno una sessione sperimentale e uno ha già concluso l’intero protocollo, mentre il reclutamento proseguirà fino al raggiungimento del campione previsto dal calcolo di potenza statistica, a conferma della volontà di garantire solidità e robustezza ai risultati finali.
I dati preliminari, ancora in fase di consolidamento statistico e non ancora oggetto di pubblicazione, mostrano nei pazienti con osteoartrosi segnali incoraggianti: miglioramento del tasso di sviluppo della forza, aumento dell’ampiezza del segnale elettromiografico, incremento della velocità di conduzione muscolare e del picco di potenza, modificazioni che suggeriscono un miglioramento del reclutamento delle unità motorie plausibilmente mediato da una riduzione temporanea dell’inibizione legata al dolore. Parallelamente, i questionari evidenziano una riduzione percepita del dolore e della rigidità nelle 24–48 ore successive all’intervento combinato.
Sul piano scientifico il progetto promette di contribuire in modo significativo all’avanzamento delle conoscenze sui meccanismi neuromuscolari dell’osteoartrosi del ginocchio e di aprire la strada a pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed nell’ambito della fisiologia applicata e della riabilitazione, mentre sul piano clinico e organizzativo potrà favorire la definizione di modelli integrati replicabili nei contesti termali, valorizzando le strutture come luoghi di riabilitazione basata su evidenze e promuovendo protocolli specifici per pazienti fragili.
Il progetto è coordinato dal Laboratorio di Fisiologia dell’Esercizio dell’Università di Roma Foro Italico sotto la guida del neo eletto Rettore dell’Ateneo, Prof. Massimo Sacchetti, con il coinvolgimento della Prof.ssa Ilenia Bazzucchi, del Dott. Alessandro Scotto di Palumbo e della Dott.ssa Fiorella Martire, dottoranda, mentre la valutazione clinica e l’idoneità al trattamento sono curate dal Direttore Sanitario delle Terme di Saturnia, in un’integrazione virtuosa tra competenze accademiche e pratica clinica.
La fase sperimentale del progetto è interamente sostenuta dai partner coinvolti. Inoltre, nell’ambito della collaborazione scientifica, Terme di Saturnia mette a disposizione una borsa di dottorato specificamente orientata alle tematiche del progetto, rafforzando ulteriormente il sostegno allo sviluppo della ricerca.
articolo di Paola Claudia Scioli
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