La salute nelle città come bene comune: l’impegno dell’Università di Roma “Foro Italico”

La salute nelle città come bene comune: l’impegno dell’Università di Roma “Foro Italico”

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In occasione del World Cities Day 2025 e della firma del Manifesto sulla salute nelle città come bene comune, l’Università di Roma Foro Italico ribadisce il suo impegno per la promozione del benessere psicofisico attraverso la formazione, la ricerca e la collaborazione con il territorio.

 

Una visione condivisa per la salute come valore sociale
La salute non è solo assenza di malattia. È un concetto complesso e multidimensionale che intreccia benessere fisico, mentale, sociale e culturale.

Questa consapevolezza ha guidato la Giornata nazionale di sensibilizzazione sulla salute nelle città come bene comune, svoltasi il 31 ottobre 2025 presso la sede di ANCI, in occasione del World Cities Day.

Durante l’evento è stato presentato e firmato il Manifesto sulla Salute nelle Città Bene Comune – Edizione 2025, che riafferma la salute come bene condiviso e fondamento della vita urbana.

Tra i protagonisti, l’Università di Roma Foro Italico, rappresentata dal Rettore uscente, professor Attilio Parisi, e dalla professoressa Francesca Romana Lenzi, membro del CdA di Health City Institute ed Editor in Chief di SportCity Journal, ha ribadito il ruolo dell’Ateneo nel promuovere la salute attraverso formazione, ricerca e terza missione.

Il contributo dell’Ateneo: formare per generare impatto sociale
Nel suo intervento, il professor Parisi ha sottolineato come la missione dell’Università di Roma Foro Italico sia da sempre quella di educare al movimento come forma di salute pubblica. Non una salute intesa come semplice prevenzione o cura, ma come approccio mentale e culturale, da coltivare ogni giorno, a ogni età e in ogni condizione di vita.

“La salute è una responsabilità condivisa. È la capacità di prendersi cura di sé attraverso il movimento, la relazione e la partecipazione attiva”, ha ricordato Parisi.

La formazione universitaria diventa così uno strumento di trasformazione sociale: attraverso corsi, laboratori e attività di ricerca, l’Università di Roma Foro Italico prepara professionisti capaci di promuovere il benessere nei contesti educativi, sportivi e urbani. L’obiettivo è generare impatto: tradurre la conoscenza in azione e la scienza in valore pubblico.

Sensibilizzare per generare valore: la riflessione di Francesca Romana Lenzi
La professoressa Francesca Romana Lenzi, nel suo intervento, ha ricordato come la salute debba essere compresa nella sua dimensione sociale e culturale.

“Partiamo dal presupposto che la salute è un concetto complesso e multidimensionale. Essa non può più essere ricondotta esclusivamente alla dimensione della cura, né limitata all’ambito della prevenzione”, ha sottolineato Lenzi. “Sensibilizzare significa rendere qualcosa significativo per qualcun altro, farne emergere l’importanza nella coscienza collettiva. In termini sociologici, potremmo dire che sensibilizzare equivale a generare valore.”

Attraverso la sua esperienza editoriale come Capo Editrice di SportCity Journal, Lenzi ha evidenziato l’importanza di restituire questa complessità in una visione culturale che valorizzi la città come luogo di appartenenza, relazione e partecipazione. Parlare di “salute nelle città come bene comune” significa quindi ripensare la salute come valore fondante, su cui costruire una nuova cultura della convivenza e della cittadinanza attiva.

Le città come luoghi di salute e partecipazione
Il Manifesto 2025 invita a ripensare le città come ecosistemi di salute, dove urbanistica, cultura, innovazione e coesione sociale si integrano per costruire comunità più sane e inclusive.

Tra i 16 impegni principali figurano la promozione della health literacy urbana, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della salute mentale, l’uso etico della tecnologia e la valorizzazione dello sport come strumento di coesione e benessere.

In questo scenario, l’Università di Roma Foro Italico è protagonista grazie al lavoro dell’Osservatorio permanente sullo sport, che studia e promuove, in sinergia con Health City Institute e Fondazione SportCity, politiche per la salute e il movimento nelle città e del quale è Presidente il professor Attilio Parisi.

Ricerca, innovazione e terza missione
La ricerca dell’Università di Roma Foro Italico esplora le connessioni tra attività fisica, salute mentale, rigenerazione urbana e inclusione sociale, contribuendo a definire modelli scientifici e buone pratiche per la vita nelle città moderne. Ogni progetto nasce con una finalità concreta: migliorare la qualità della vita e ridurre le disuguaglianze, restituendo alla società il valore della conoscenza.

La terza missione universitaria rappresenta un pilastro dell’impegno dell’Ateneo: iniziative di sensibilizzazione, progetti con le scuole e le amministrazioni locali, attività di educazione alla salute e alla sostenibilità rendono il Foro Italico un punto di riferimento nella costruzione di una cultura del movimento e della cittadinanza attiva.

Un lavoro in rete per città più vivibili
La firma del Manifesto 2025 ha coinvolto una vasta rete di enti e istituzioni nazionali — da Federsanità alla Rete Italiana delle Città Sane dell’OMS, fino a Cittadinanzattiva, Italian Wellness Alliance e Istituto per la Competitività — riuniti con l’obiettivo comune di integrare salute, urbanistica, innovazione e sport.

L’Università di Roma Foro Italico contribuisce con la propria competenza scientifica, consolidando il legame con il territorio e rafforzando la collaborazione tra accademia e società.

Verso una nuova cultura della salute urbana
Promuovere la salute nelle città significa educare al cambiamento, ripensare gli stili di vita e diffondere una cultura del movimento accessibile a tutti.

Come recita il Manifesto 2025, “costruire città inclusive e sostenibili significa riconoscere la salute come fondamento della democrazia e della giustizia sociale”.

È una sfida che l’Università di Roma Foro Italico raccoglie ogni giorno, attraverso la ricerca, la formazione e il dialogo con la comunità. Un impegno che unisce scienza e responsabilità, sport e cultura, ricerca e cittadinanza, nel segno di una salute che appartiene a tutti.

 

articolo di Paola Claudia Scioli

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Pubblicato il:

3 Novembre 2025

Aggiornato il:

5 Novembre 2025