In una parola. Diamo voce a studentesse e studenti per fermare la violenza contro le donne
Cosa serve per combattere la violenza sulle donne

In una parola. Diamo voce a studentesse e studenti per fermare la violenza contro le donne

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L’Università di Roma “Foro Italico” dà voce a studenti e studentesse per promuovere una cultura fondata su rispetto, consapevolezza e diritti.

In Italia una donna su tre è vittima di violenza fisica o sessuale. Più di sei milioni hanno subìto almeno un’aggressione. A crescere è soprattutto la violenza contro le giovanissime, tra i 16 e i 24 anni: un campanello d’allarme che riguarda tutta la società. L’Università di Roma “Foro Italico” non si limita a ricordarlo il 25 novembre, ma lavora ogni giorno per costruire una cultura capace di prevenire, riconoscere e contrastare la violenza. Un impegno che passa dall’educazione, dalla ricerca e dalla presenza sul territorio, soprattutto in quei contesti sportivi dove si formano relazioni, valori, modelli.

All’interno dell’Ateneo, il Comitato Unico di Garanzia porta avanti da anni un percorso di sensibilizzazione che mette al centro inclusione, equità e rispetto. Tra le iniziative più significative c’è “Voci di genere nello sport”, il podcast ideato dalla prof.ssa Francesca Romana Lenzi, da sempre in prima linea su questi temi. Negli ultimi mesi il progetto è cresciuto, ha coinvolto nuovi interlocutori ed è diventato uno spazio di riflessione agile, diretto e accessibile.

Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’episodio è speciale: sono gli studenti a prendere la parola, a raccontare come vivono il tema e cosa significa per loro costruire ambienti sportivi in cui la parità sia reale, non dichiarata. La prof.ssa Lenzi vuole che siano proprio loro, le nuove generazioni, a fare da motore al cambiamento. Non a caso è stata aperta una call che invita studentesse e studenti a proporre e realizzare nuovi podcast: un invito a essere protagonisti, non solo ascoltatori.

Cosa serve per combattere la violenza sulle donne
Contest domanda 1: Cosa serve per combattere la violenza sulle donne?

In questi giorni, inoltre, la delegata alle pari opportunità dell’Ateneo ha lanciato il contest “In una parola”, chiedendo alla comunità studentesca di rispondere a due domande secche: “Qual è la prima parola che ti viene in mente pensando alla violenza contro le donne?” e “Cosa serve per combatterla?”. Le word clouds che ne sono scaturite raccontano due mondi: da una parte parole dure, immediate, che colpiscono come pugni — femminicidio, tristezza, rabbia, disuguaglianza, molestia, impunità. Dall’altra un vocabolario di possibilità — educazione, rispetto, cultura, consapevolezza, cambiamento, fiducia. È il segnale che la comunità dell’Ateneo romano ha ben chiara la complessità del problema, ma anche le leve su cui è possibile agire.

Contest domanda 2: A quale parola pensi se ti dico violenza contro le donne?
Contest domanda 2: A quale parola pensi se ti dico violenza contro le donne?

L’Università di Roma “Foro Italico” continua a costruire ponti con il territorio e a collaborare con i Centri antiviolenza, perché la prevenzione non resta efficace se confinata dentro le aule. Serve una rete, serve ascolto, serve continuità. Il cambiamento culturale non arriva da un gesto isolato, ma dalla somma di tanti atti quotidiani: un allenatore che educa al rispetto, uno studente che riconosce una discriminazione, una docente che apre uno spazio di confronto, un podcast che arriva a chi magari non avrebbe partecipato a un seminario.

Combattere la violenza sulle donne significa cambiare lo sguardo prima ancora che le norme. E questo cambiamento nasce anche qui, nelle voci di chi oggi studia, vive, insegna, si allena all’Università di Roma “Foro Italico”. Perché una cultura del rispetto non si insegna soltanto: si pratica, si costruisce, si sceglie ogni giorno. 

Articolo di Paola Claudia Scioli

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