Giovedì 9 ottobre 2025, nell’Aula SNA1 dell’Università di Roma “Foro Italico”, si è svolto il convegno “Orientamento alle Scienze Motorie: scuola–università–lavoro. Creare sinergie, costruire il proprio futuro”, un momento di confronto e riflessione promosso nell’ambito del progetto POT “Scienze delle attività motorie e sportive 2023–2025” e del Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027.
L’iniziativa ha testimoniato con chiarezza la volontà dell’Ateneo di rafforzare il legame tra formazione accademica e mondo del lavoro, valorizzando il dialogo con le scuole, le istituzioni e i professionisti per offrire agli studenti strumenti concreti e culturali che li aiutino a costruire un futuro in linea con le proprie passioni e aspirazioni.
L’idea di orientamento emersa durante la giornata non è stata quella tradizionale, legata alla semplice scelta di un percorso di studi, ma un concetto più profondo e dinamico: un processo educativo continuo che accompagna la crescita personale e professionale degli studenti, mettendo al centro la capacità di fare esperienza, di conoscersi e di scegliere in modo consapevole.
In questa prospettiva si è inserito l’intervento del professor Pietro Lucisano, già ordinario di Pedagogia Sperimentale alla Sapienza Università di Roma, che ha invitato a riflettere sul valore educativo dell’esperienza come strumento per imparare a orientarsi da soli. Citando autori come Vygotskij e Dewey, Lucisano ha sottolineato che non si può educare un’altra persona, ma solo creare le condizioni affinché ciascuno possa educare se stesso, imparando a costruire propositi, a verificarli, a scegliere mezzi e a valutare i propri risultati. L’orientatore, in questa visione, non è colui che indica la direzione, ma chi aiuta a “fare esperienza”, a vivere situazioni che sviluppano la capacità di scegliere e di progettare il proprio cammino con libertà e responsabilità.
Su questa stessa linea di pensiero si è inserito l’intervento del dottor Espedito Laterza, responsabile del Servizio Orientamento, Tirocinio e Job Placement dell’Ateneo, che ha presentato una fotografia aggiornata del settore delle Scienze Motorie in Italia, sottolineando la crescente domanda di professionalità qualificate e le nuove opportunità di inserimento lavorativo che si stanno aprendo grazie anche alla recente Riforma dello Sport.

Dai dati del Rapporto Sport 2024 emerge un comparto in forte sviluppo, che vale oltre 25 miliardi di euro e coinvolge più di 400.000 lavoratori, con 16 milioni di italiani che praticano sport regolarmente. In questo contesto, il laureato in Scienze Motorie può oggi operare in ambiti diversificati: dallo sport agonistico alla salute e prevenzione, dal management di impianti e eventi fino alla promozione di politiche per l’invecchiamento attivo e l’inclusione. Figure come il chinesiologo, il preparatore atletico, l’educatore motorio e il manager dello sport rappresentano non solo nuove professioni, ma anche un modo di interpretare la cultura motoria come risorsa per il benessere della società.
Laterza ha anche ricordato come l’Università di Roma “Foro Italico” investa da anni nel mettere in contatto diretto i propri studenti con le realtà professionali attraverso tirocini, career day, consulenze individuali.
È recente, inoltre, l’attivazione di un’apposita piattaforma informatica per consentire alle società di pubblicare le offerte e le posizioni di lavoro aperte e ai laureati di candidarsi.
L’obiettivo non è solo quello di agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro — già oggi il 70% dei laureati in Scienze Motorie trova occupazione entro un anno dal titolo — ma di accompagnare ciascuno nel costruire un percorso coerente con le proprie inclinazioni, trasformando la formazione universitaria in un’esperienza di crescita personale e sociale.
La tavola rotonda che ha concluso l’incontro, moderata dalla professoressa Angela Magnanini, ha dato voce a professionisti provenienti da diversi settori dello sport, dell’educazione e del terzo settore, che hanno condiviso esperienze e testimonianze di successo, mostrando come la formazione universitaria possa tradursi in competenze reali e come la passione possa diventare professione. È emersa con forza l’idea che orientare non significa dirigere, ma aiutare a scoprire se stessi attraverso esperienze significative, in un percorso dove la conoscenza si intreccia con il desiderio, la motivazione e la responsabilità.
Il convegno ha così ribadito la missione educativa dell’Università di Roma “Foro Italico”: formare professionisti competenti e cittadini consapevoli, capaci di dare valore al proprio percorso di studi non solo come preparazione a un lavoro, ma come costruzione di sé. “Un’università che orienta, dunque, non indicando una meta prestabilita, ma creando le condizioni perché ogni studente possa trovare la propria direzione e costruire, con passione, il futuro che desidera” come ha ribadito il delegato del Rettore all’Orientamento professor Luca Mallia.
articolo di Paola Claudia Scioli
video e immagini a cura dell’Ufficio Audiovisivi e Multimediali
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