L’Università di Roma “Foro Italico” ricorda il campione che ha trasformato il movimento in testimonianza di vita. Come amava ricordare Zanardi, “la vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni”: una lezione che resta al cuore della missione dell’Ateneo.
L’Università di Roma “Foro Italico” si unisce al cordoglio della famiglia e della comunità sportiva nazionale e internazionale per la scomparsa di Alex Zanardi, figura che ha segnato in modo profondo non solo lo sport, ma il modo stesso di intendere il rapporto tra corpo, limite e volontà.
Pilota automobilistico e campione paralimpico, Zanardi ha incarnato il significato più autentico dello sport: non soltanto competizione e risultato, ma percorso umano, capacità di trasformazione, responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.
I suoi successi, tra cui quattro ori paralimpici e numerosi titoli mondiali, raccontano una carriera straordinaria; la sua vicenda personale racconta qualcosa di ancora più rilevante: la forza di attraversare la fragilità senza negarla, di riorientare la propria vita senza rinunciare alla propria identità, di mantenere, anche nelle condizioni più difficili, uno sguardo aperto e fiducioso.
In questo senso, la sua storia appartiene alla sostanza più profonda dello sport: determinazione, disciplina, capacità di adattamento, resilienza intesa non come parola, ma come pratica quotidiana. E, insieme a tutto questo, una qualità rara: la capacità di restituire valore agli altri, di rendere la propria esperienza un riferimento condiviso, accessibile, umano.
Come unico ateneo pubblico italiano interamente dedicato alle scienze del movimento e dello sport, l’Università di Roma “Foro Italico” riconosce in questa traiettoria una sintesi esemplare dei valori che studia, insegna e promuove: inclusione, benessere, sviluppo della persona e responsabilità sociale dello sport.
La vicenda di Alex Zanardi evidenzia come lo sport non sia espressione della perfezione corporea, bensì della volontà individuale; non fattore di esclusione, ma strumento di inclusione; non mera prestazione, ma processo formativo.
Il suo impegno nello sport e nella promozione di opportunità per gli atleti con disabilità si inserisce pienamente nei principi che orientano il nostro Ateneo: una cultura dello sport accessibile, consapevole e capace di generare valore sociale. In questo senso, Zanardi non è stato soltanto un atleta straordinario, ma una figura educativa, capace di incidere nel tempo ben oltre i risultati agonistici.
L’Università di Roma “Foro Italico” si impegna a custodire e trasmettere questa eredità ai propri studenti, affinché possano riconoscere nello sport non solo un ambito di studio e di professione, ma uno spazio di crescita umana, inclusione e responsabilità. Il suo esempio continuerà a vivere nelle nostre aule, nei nostri laboratori e nelle nostre attività, come riferimento concreto e accessibile per le nuove generazioni.
Il Rettore, prof. Massimo Sacchetti
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