Roma Breast Days 2026: vince la regata un equipaggio femminile che si allena al Centro Remiero dell’Ateneo

Roma Breast Days 2026: vince la regata un equipaggio femminile che si allena al Centro Remiero dell’Ateneo

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La squadra, composta da donne che hanno affrontato un tumore al seno e si allenano presso il Centro Remiero dell’Università di Roma Foro Italico, ha conquistato il primo posto nella regata benefica sul Tevere. A bordo anche la prof.ssa Elisa Grazioli e la dott.ssa Conti. Un’esperienza che richiama il valore dell’attività fisica nei percorsi di recupero oncologico e l’impegno scientifico dell’Ateneo.

Una vittoria che unisce sport, salute e solidarietà. Sabato 31 ottobre, l’equipaggio femminile composto da donne che si allenano presso il Centro Remiero dell’Università di Roma Foro Italico si è aggiudicato la regata benefica Rema Roma per la Vita, disputata sulle acque del Tevere nell’ambito della VI edizione dei Roma Breast Days 2026, la manifestazione dedicata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione del tumore al seno.

L’equipaggio era formato da donne che hanno affrontato una diagnosi di tumore al seno e praticano regolarmente canottaggio presso il Centro Remiero dell’Ateneo. Insieme a loro hanno partecipato alla competizione anche la prof.ssa Elisa Grazioli e la dott.ssa Alessandra Conti dell’Università di Roma Foro Italico, condividendo un’esperienza nella quale il risultato sportivo si accompagna a un importante messaggio di sensibilizzazione.

Il primo posto conquistato rappresenta il riconoscimento dell’impegno e della preparazione delle partecipanti, ma assume anche un significato che va oltre la competizione: testimonia come lo sport possa offrire occasioni di benessere, socializzazione e recupero della fiducia nelle proprie capacità, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle persone che hanno affrontato una malattia oncologica.

Roma Breast Days: ricerca scientifica e sport per la salute delle donne

La regata si è svolta a conclusione dei Roma Breast Days – Rema Roma per la Vita 2026, manifestazione ideata e presieduta dal professor Giovanni Dal Pra, della ASL Roma 1, che dal 29 al 31 ottobre ha riunito nella Capitale specialisti, ricercatori, professionisti sanitari, associazioni e rappresentanti del mondo sportivo.

L’iniziativa ha proposto due appuntamenti complementari: il congresso scientifico, ospitato nelle Corsie Sistine del Complesso Monumentale dell’Ospedale Santo Spirito in Saxia, e la regata femminile sul Tevere, organizzata con il coinvolgimento dei circoli canottieri romani.

Il programma scientifico ha affrontato le principali innovazioni nella chirurgia senologica e ricostruttiva, nella radioterapia e nell’organizzazione dei percorsi assistenziali, dedicando attenzione anche all’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nel recupero dopo il tumore della mammella.

La competizione sportiva ha tradotto questi temi in un’esperienza concreta di partecipazione e condivisione. Attraverso il canottaggio, le donne coinvolte hanno potuto testimoniare il ruolo dello sport nei propri percorsi personali e contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza sull’importanza del movimento per la salute.

Dall’esperienza sul Tevere alla ricerca sull’esercizio fisico in oncologia

La partecipazione della prof.ssa Grazioli e della dott.ssa Conti, insieme alle donne che si allenano presso il Centro Remiero, si inserisce nel più ampio impegno dell’Università di Roma Foro Italico nella promozione dell’attività fisica come strumento di prevenzione, benessere e miglioramento della qualità della vita.

Un impegno che non si limita alla pratica sportiva, ma si sviluppa attraverso la ricerca scientifica, la formazione di nuove competenze professionali e la collaborazione con istituzioni sanitarie e partner internazionali.

In questo ambito si colloca ECOLE – Exercise Oncology Specialist, progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+, al quale partecipa l’Ateneo e che punta a sviluppare competenze specialistiche nell’ambito dell’esercizio fisico in oncologia.

Il progetto nasce dall’esigenza di favorire una maggiore integrazione dell’attività fisica nei percorsi di assistenza delle persone con diagnosi oncologica, attraverso la formazione di professionisti capaci di progettare e condurre programmi di esercizio strutturati, adattati e personalizzati, durante e dopo i trattamenti.

Le evidenze scientifiche mostrano infatti come un’attività fisica adeguatamente prescritta e supervisionata possa contribuire a contrastare la fatica correlata al cancro, preservare la funzionalità fisica, sostenere il benessere psicologico e migliorare la qualità della vita. I programmi devono naturalmente tenere conto delle condizioni cliniche e delle esigenze individuali, nell’ambito di un approccio multidisciplinare.

Attraverso ECOLE, l’Università di Roma Foro Italico contribuisce a promuovere una cultura dell’esercizio fisico in oncologia fondata sulle evidenze scientifiche e sulla collaborazione internazionale, con l’obiettivo di trasformare i risultati della ricerca in competenze professionali e opportunità concrete per i pazienti.

Il valore sociale dello sport, oltre il risultato agonistico

La vittoria dell’equipaggio che si allena presso il Centro Remiero dell’Ateneo ai Roma Breast Days 2026 rappresenta un esempio del valore che lo sport può assumere nella vita delle persone.

Allenarsi insieme, condividere obiettivi e partecipare a una competizione significa non soltanto sviluppare capacità fisiche, ma anche costruire relazioni, rafforzare la motivazione e vivere un’esperienza collettiva nella quale ciascuna partecipante contribuisce al risultato comune.

La regata sul Tevere ha offerto l’occasione per rendere visibile questo percorso e per richiamare l’attenzione sul ruolo che l’attività fisica, quando adeguatamente adattata alle condizioni individuali, può svolgere anche durante e dopo una malattia oncologica.

È proprio nel collegamento tra pratica sportiva, ricerca scientifica e ricaduta sociale che l’esperienza delle partecipanti incontra la missione dell’Università di Roma Foro Italico: sviluppare conoscenze e competenze sul movimento umano e tradurle in strumenti concreti per la salute e il benessere della collettività.

Il primo posto conquistato sul Tevere diventa così anche un’occasione per ribadire un messaggio importante: lo sport può accompagnare le persone nei percorsi di recupero, favorire la partecipazione e contribuire alla costruzione di nuove opportunità di qualità della vita.

articolo di Paola Claudia Scioli
immagini di Elisa Grazioli

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Pubblicato il:

1 Novembre 2026

Aggiornato il:

1 Novembre 2026