{"id":19669,"date":"2024-07-06T11:43:00","date_gmt":"2024-07-06T09:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.uniroma4.it\/index.php\/meno-ospedale-e-attese-servizi-piu-vicini-ai-cittadini-come-il-pnrr-cambiera-il-servizio-sanitario-nazionale\/"},"modified":"2024-07-06T11:43:00","modified_gmt":"2024-07-06T09:43:00","slug":"meno-ospedale-e-attese-servizi-piu-vicini-ai-cittadini-come-il-pnrr-cambiera-il-servizio-sanitario-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uniroma4.it\/index.php\/meno-ospedale-e-attese-servizi-piu-vicini-ai-cittadini-come-il-pnrr-cambiera-il-servizio-sanitario-nazionale\/","title":{"rendered":"Meno ospedale e attese, servizi pi\u00f9 vicini ai cittadini: come il Pnrr cambier\u00e0 il Servizio sanitario nazionale"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nCome cambier\u00e0 il Servizio sanitario nazionale dopo gli interventi del Pnrr? Nel 2026, una volta terminata la messa a terra della Missione 6 Salute del Piano di nazionale di ripresa e resilienza, il vecchio Ssn come lo conosciamo avr\u00e0 un nuovo volto: servizi pi\u00f9 vicini al cittadino, meno ricorso all&#039;ospedale e meno liste d&#039;attesa. Ma a che punto siamo? A fare il punto per l&#039;Adnkronos Salute \u00e8 Alessio Nardini, direttore generale Unit\u00e0 di missione per l&#039;attuazione degli interventi del Pnrr del ministero della Salute. Tra i temi affrontati come cambier\u00e0 la presa in carico dei cittadini, se ci sar\u00e0 il personale per le nuove strutture che faranno da filtro all&#039;ospedale, le Case di comunit\u00e0 e gli ospedali di comunit\u00e0 e infine se gli italiani hanno davvero capito come cambier\u00e0 la sanit\u00e0 pubblica.  \u00a0A met\u00e0 2024, a che punto siamo direttore Nardini? &quot;Abbiamo raggiunto tutti i target per le Centrali operative territoriali (Cot), Case della Comunit\u00e0 (CdC) e Ospedali di comunit\u00e0 (OdC), che avevano scadenza nell\u2019ultimo periodo del 2023. Nella fase attuale \u00e8 in corso la rilevazione dei dati relativi allo stato di avanzamento fisico, procedurale e finanziario dei singoli interventi, con particolare interesse nei confronti delle progettualit\u00e0 riferite alle Cot. La rimodulazione complessiva del Piano, prevede la realizzazione e la messa in esercizio di almeno 480 Cot entro il 31 dicembre 2024. Al 20 giugno 2024, risultavano avviati i lavori e\/o erano in corso di esecuzione le forniture per un totale di 1.104 interventi. Di questi 500 sono riferiti a progettualit\u00e0 relative a Cot, 468 a CdC e 136 a OdC&quot;.\u00a0&quot;Allo stato attuale sono 16 le CdC e 5 gli OdC per i quali \u00e8 stato eseguito un collaudo della corretta esecuzione dei lavori e progressivamente si stanno attivando le strutture sul territorio, con la messa in opera delle diverse funzioni di erogazione dell\u2019assistenza, sulla base degli standard delineati dal Dm 77\/2022, in vista della scadenza attesa entro giugno del 2026 &#8211; prosegue &#8211; Per quanto riguarda le Cot, al 20 giugno 2024, ne risultavano collaudate 359 rispetto al target di almeno 480 operative e funzionanti entro dicembre 2024. Dati pi\u00f9 aggiornati riferiti all\u2019investimento, rilevano al 30 giugno 2024: l\u2019avvio dei cantieri\/delle forniture per 530 interventi (Cup o Codice unico di progetto); la conclusione dei lavori\/esecuzione delle forniture per 457 interventi (Cup); il collaudo di 391 interventi (Cup). Abbiamo chiesto alle Regioni &#8211; precisa &#8211; chiarimenti circa la documentazione da produrre per soddisfare i meccanismi di verifica di cui agli Operational Arrangements, tesi a comprovare il raggiungimento del Target europeo M6C1-7, accompagnate da nota successiva contenente apposite check-list e format documentali necessari a comprovare il conseguimento del suddetto target. E\u2019 in corso &#8211; osserva Nardini &#8211; di acquisizione la documentazione richiesta, che sar\u00e0 oggetto di successiva valutazione. Allo stato attuale, quindi, si ritiene che non vi siano criticit\u00e0 ostative al raggiungimento dei target delineati&quot;.\u00a0<br \/>\nCome cambier\u00e0 la presa in carico dei cittadini? Direttore Nardini pu\u00f2 farci un esempio concreto rispetto ai problemi che oggi hanno gli italiani sulle cronicit\u00e0? &quot;Il Dm 23 maggio 2022, numero 77, recante &#039;Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell\u2019assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale&#039;, disegna di fatto un nuovo modello di organizzazione dell\u2019assistenza. Il Regolamento non investir\u00e0 unicamente il livello territoriale, per il quale delinea nuovi modelli e standard organizzativi oltre a chiarificare e ordinare gli standard per i setting assistenziali gi\u00e0 esistenti. La costruzione di un archetipo organizzativo dell\u2019assistenza che pone la persona al centro dell\u2019intero sistema sanitario ne modificher\u00e0 la presa in carico &#8211; risponde &#8211; La definizione di modelli organizzativi come le Case di comunit\u00e0 e di professionisti in queste ultime impiegati, quali gli Infermieri di comunit\u00e0, prevedono di fatto la presa in carico di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro capacit\u00e0 di percepire e\/o esprimere un loro bisogno assistenziale &#8211; prosegue &#8211; Si prevede, infatti, di agire sulla comunit\u00e0 nel suo complesso, promuovendo una medicina di iniziativa che, grazie ai sopracitati modelli e standard, permetta sul lungo periodo di fornire risposte assistenziali anche ai bisogni sanitari e socio-sanitari inespressi. Ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 vero quando si fa riferimento a condizioni di cronicit\u00e0 o multi-cronicit\u00e0, eventi maggiormente presenti sul nostro territorio nazionale, soprattutto a seguito del progressivo invecchiamento della popolazione, ormai in corso da diversi decenni&quot;.\u00a0Un esempio concreto per la gestione della cronicit\u00e0 potrebbe essere rappresentato proprio dalle Centrali operative territoriali (Cot). &quot;Questa centrale assolve al suo ruolo di raccordo tra i vari servizi attraverso le specifiche funzioni distinte interdipendenti, che riguardano il coordinamento della presa in carico della persona tra i servizi e i professionisti sanitari, coinvolti nei diversi setting assistenziali, oltre che il coordinamento degli interventi da erogare, provvedendo anche all\u2019attivazione dei soggetti e delle risorse della rete assistenziale. La Cot &#8211; illustra Nardini &#8211; \u00e8 quindi demandata anche al tracciamento e al monitoraggio delle transizioni da un luogo di cura all&#039;altro o da un livello clinico assistenziale all&#039;altro dell\u2019assistito preso in carico, attraverso anche un supporto informativo e logistico ai professionisti della rete assistenziale. In tale contesto provvede, quindi, alla raccolta, alla gestione e al monitoraggio dei dati di salute, anche attraverso strumenti di telemedicina, dei percorsi integrati di cronicit\u00e0 (Pic), dei pazienti in assistenza domiciliare e alla gestione della piattaforma tecnologica di supporto per la presa in carico della persona. Per porre un esempio concreto, si pensi ad un assistito anziano in presenza di cronicit\u00e0 o multi-cronicit\u00e0, per il quale \u00e8 necessario pi\u00f9 volte in un arco temporale riferito anche al breve periodo gestire il passaggio tra diversi livelli di assistenza: domiciliare; ospedaliera; residenziale&quot;. \u00a0&quot;La Cot si occuper\u00e0 nel concreto di intervenire coordinando tutti gli attori del sistema, sia personale di distretto sia ospedaliero, nonch\u00e9 di gestire i rapporti con la rete di emergenza\/urgenza, per far fronte a tutte le esigenze dell\u2019assistito. In questo contesto, gli operatori sanitari afferenti alla Cot (secondo gli standard di personale del Dm 77\/2022: 1 Coordinatore infermieristico; 3-5 Infermieri; 1-2 unit\u00e0 di Personale di supporto) gestiranno il percorso riferito al paziente, avendo a disposizione la possibilit\u00e0 anche di monitorarne i dati di salute, anche attraverso strumenti di telemedicina, tracciando e monitorando gli ingressi e le dimissioni da un setting assistenziale all\u2019altro&quot;.\u00a0Molti osservatori hanno evidenziato la difficolt\u00e0 rispetto alle risorse umane. Dove troviamo i medici e gli infermieri per le Case di comunit\u00e0 o gli ospedali di comunit\u00e0? &quot;Con la legge di bilancio 2024 abbiamo previsto stanziamenti di 250 milioni di euro per il 2025 e 350 per il 2026 per il reclutamento di personale destinato al rafforzamento dell\u2019assistenza territoriale. Inoltre con il decreto legge sulle liste d\u2019attesa si interviene per allentare gi\u00e0 nel 2024 il tetto di spesa alle Regioni per assumere personale e abolirlo dal 2025 &quot;, risponde Nardini. \u00a0&quot;Ma in primo luogo \u00e8 necessario precisare che gli interventi della Missione 6 del Pnrr saranno conformi, anche rispetto agli standard di personale, come previsto in fase programmatoria, definiti dal Dm 77 &#8211; prosegue Nardini &#8211; Nel merito, anche allo scopo di rispondere alle esigenze relative alle risorse umane, nascenti dall\u2019emanazione del nuovo Regolamento per l\u2019assistenza territoriale (Dm 77 del 2022), lo scorso 8 febbraio 2024 \u00e8 stato sottoscritto l\u2019Accordo collettivo nazionale, che prevede una riorganizzazione delle convenzioni in atto con il personale riferito al territorio, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, oltre ad una piena attuazione del ruolo dei medici di assistenza primaria. L\u2019Acn ha quindi declinato il nuovo modello organizzativo di erogazione dell\u2019assistenza primaria nell\u2019ambito dei rapporti di lavoro, come di seguito brevemente si illustra&quot;.\u00a0Il direttore generale Unit\u00e0 di missione per l&#039;attuazione degli interventi del Pnrr del ministero della Salute prosegue spiegano quali sono gli interventi nell&#039;Acn dell&#039;8 febbraio 2014, &quot;in continuit\u00e0 con l\u2019Acn 2022, prevede (articoli 6, 8 e 9): l\u2019adesione obbligatoria dei medici di medicina generale all\u2019assetto organizzativo definito dalla Regione, il superamento di tutte le forme organizzative esistenti e la loro sostituzione con le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) che operano per l\u2019intero arco della giornata e per sette giorni alla settimana, e con le Unit\u00e0 complesse di cure primarie (Uccp); l\u2019adesione obbligatoria dei medici di medicina generale al sistema informativo (rete informatica e flussi informativi) di ciascuna Regione e al sistema informativo Nazionale (Nsis, Ts, Fse,), quali condizioni irrinunciabili per l\u2019accesso e il mantenimento della convenzione, pena l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere alla convenzione e la decadenza dal rapporto di lavoro convenzionale&quot;.\u00a0&quot;In particolare, l\u2019articolo 9, &#039;Partecipazione alla forma organizzativa multiprofessionale (Uccp)&#039; ha apportato una fondamentale integrazione rispetto alle previsioni del precedente Acn: ha stabilito la coincidenza tra l\u2019Uccp (forma organizzativa multiprofessionale) e la Casa della comunit\u00e0 in cui la forma organizzativa multiprofessionale opera in forma integrata &#8211; rimarca Nardini &#8211; Mutuando la terminologia del Dm 77, nello stesso articolo, sono poi state declinate le sedi in cui si articolano le strutture territoriali che possono essere quelle di riferimento &#039;hub&#039; o altre &#039;spoke&#039;. Tra le sedi spoke si richiamano anche le eventuali sedi di riferimento delle Aft. Questo sintetico ma determinante passaggio negoziale ha introdotto il modello organizzativo necessario ad attuare gli investimenti programmati con il Pnrr nella disciplina di regolamentazione del rapporto di lavoro, riallineando l\u2019organizzazione dell\u2019assistenza territoriale con le strutture in cui sar\u00e0 erogata&quot;. \u00a0L\u2019Acn, 8 febbraio 2024, d\u00e0 piena attuazione al &#039;ruolo unico del medico di assistenza primaria&#039;, previsto all\u2019art.31, relativo sia ai medici a ciclo di scelta (ex assistenza primaria \u2013 ex Medici di famiglia che operano con propri assistiti in carico) sia ai medici ad attivit\u00e0 oraria (ex continuit\u00e0 assistenziale &#8211; ex guardia medica, cio\u00e8 medici che garantiscono la continuit\u00e0 assistenziale durante gli orari di chiusura degli studi medici). &quot;La revisione del ruolo unico del medico di assistenza primaria \u00e8 l\u2019elemento cardine del contratto in cui trovano finalizzazione i progetti e gli obiettivi del Pnrr per la parte riguardante l\u2019assistenza territoriale &#8211; evidenzia il direttore &#8211; A seguito di tale revisione altri istituti negoziali hanno subito adeguamenti e adattamenti (es. il meccanismo del rapporto ottimale e di individuazione delle carenze, le procedure di accesso e di affidamento degli incarichi a tempo determinato). \u00a0Dal primo gennaio 2025, &quot;in base a quanto previsto dall\u2019articolo 38, l\u2019incarico di medico del ruolo unico di assistenza primaria \u00e8 conferito in una sola azienda e comporta lo svolgimento di attivit\u00e0 a ciclo di scelta e attivit\u00e0 oraria pari a 38 ore settimanali, con progressiva riduzione dell\u2019attivit\u00e0 oraria rispetto all\u2019aumento delle scelte in carico fino al massimale di 1.500 assistiti&quot;.\u00a0<br \/>\nGli italiani hanno capito l&#039;impatto del Pnrr sull&#039;assistenza sanitaria pubblica? &quot;Il Pnrr, per tutte le sue Missioni e misure, ha previsto molteplici strumenti di comunicazione, attraverso sia l\u2019utilizzo dei vari media sia del web. Anche il ministero della salute, titolare di un\u2019intera Missione del Pnrr, la Missione 6, ha utilizzato in particolare le risorse promosse dalla rete, al fine di rendere agevole la comunicazione rispetto alle iniziative promosse dal Pnrr con impatto sull\u2019assistenza sanitaria&quot;, risponde il direttore Nardini. \u00a0Un particolare riferimento, nel merito, pu\u00f2 essere fatto al Portale Pnrr Salute (www.pnrr.salute.gov.it\/portale\/pnrrsalute\/homePNRRSalute.jsp ), &quot;che si pone come una vetrina rispetto sia alle informazioni relative alla Missione 6, fornendo &#8211; precisa &#8211; indicazioni circa gli investimenti da realizzare e il loro stato di attuazione, in termini sia di obiettivi raggiunti sia di news rispetto allo stato di conseguimento delle misure, ma anche come fonte di informazione rispetto all\u2019innovazione introdotta nel Ssn grazie agli interventi finanziati dal Piano&quot;.\u00a0&quot;Certamente le modalit\u00e0 di erogazione dell\u2019assistenza, alla luce di quanto illustrato in precedenza, si modificheranno nel prossimo futuro, rendendo necessariamente visibile ai cittadini il cambiamento. Tuttavia il cambiamento radicale di approccio ai fabbisogni di salute dei cittadini determiner\u00e0 un necessario grande intervento di comunicazione e diffusione del mutamento che investir\u00e0 l\u2019intero Ssn ma soprattutto coinvolger\u00e0 i cittadini in nuovo approccio al servizio sanitario nazionale. Anche questa rappresenta una sfida che dovremo affrontare anche dopo la chiusura degli interventi Pnrr missione 6 salute&quot;, conclude\u00a0&#8212;pnrr\/salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Come cambier\u00e0 il Servizio sanitario nazionale dopo gli interventi del Pnrr? 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